È successo. Cosa faccio adesso
In pericolo adesso? Chiama il 112. Per un bambino o un ragazzo in emergenza c'è anche il 114, a qualunque ora.
Prima di tutto
- Non cancellare niente dal suo telefono, dal tablet o dal computer: né chat, né foto, né contatti. Servono come prove. E non rispondere al suo posto.
- Salva le prove: fai lo screenshot di chat, messaggi, commenti e immagini, prima che spariscano o che qualcuno li cancelli.
Dove andare
Uno sconosciuto gli chiede foto, segreti o di vedersi Adescamento online: chi scrive può fingersi un ragazzo
- Vai alla Polizia Postale appena puoi, o segnala online. Puoi andarci anche solo per farti consigliare.
- Avvisa la scuola: il Dirigente. L'adescamento è un reato, e la scuola lo deve denunciare.
- Polizia Postale a Perugia
Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica
Via M. Angeloni 72
075 9115311
- Online
- Segnala online, sul sito della Polizia Postalecommissariatodips.it
Altri ragazzi lo prendono di mira in chat o sui social Cyberbullismo
- Segnalalo alla scuola con il modulo dell'Istituto: si compila online, anche senza nome. Alla domanda «Tu sei:» scegli «Un familiare della persona che ha subito bullismo». Oppure parlane con il coordinatore di classe, con il referente per bullismo e cyberbullismo o con il Dirigente.
- Chiedi di togliere i contenuti al social o al sito, con la sua funzione di segnalazione. Se entro 24 ore non succede niente, scrivi al Garante per la protezione dei dati personali con il modulo che trovi sulla sua pagina: interviene entro 48 ore. Puoi farlo tu; tuo figlio da solo, se ha più di 14 anni.
- Se ci sono minacce, ricatti o immagini intime, vai anche alla Polizia Postale: i recapiti sono qui sopra.
Girano foto o video intimi di un ragazzo o di una ragazza Anche se li ha fatti lui stesso
- Non scaricarli e non inoltrarli, nemmeno per farli vedere a qualcuno: tenerli, anche per poco, è reato.
- Segnalali a STOP-IT di Save the Children: si fa online, anche in anonimo, e la segnalazione arriva al centro della Polizia Postale che se ne occupa. Oppure vai direttamente alla Polizia Postale.
- Avvisa la scuola: il Dirigente.
Con tuo figlio
- Mantieni la calma, lascialo parlare e fai domande senza giudicare.
- Non dargli la colpa, anche se ha sbagliato o è stato imprudente. Ripetigli che chiedere aiuto è la cosa giusta.
- Non stupirti se nega o minimizza: può vergognarsi, o essere legato a chi gli scrive.
- Se lo prendono di mira, consigliagli di non rispondere alle provocazioni.
Cosa fa la scuola
La segnalazione arriva al referente per bullismo e cyberbullismo e al team antibullismo, che avvisano il Dirigente. Insieme valutano cosa è successo e coinvolgono le famiglie dei ragazzi, sia di chi ha subito sia di chi ha fatto. Se c'è un reato, la scuola lo segnala all'autorità giudiziaria: gli insegnanti sono pubblici ufficiali, e per loro è un obbligo.
Le procedure sono scritte nell'e-Policy dell'Istituto (ottobre 2025), che sta sulla pagina della scuola su bullismo e cyberbullismo.
Se vai alla Polizia Postale
- Possono chiederti il telefono, il tablet o il computer di tuo figlio, per trovare chi gli ha scritto. Lo restituiscono dopo qualche giorno o qualche settimana.
- Tuo figlio può essere ascoltato, insieme a uno psicologo, in un luogo protetto.
- Le indagini richiedono tempo, e non sempre ti diranno a che punto sono.
Un consiglio, anche solo per capire
Se non sai se è grave, o come muoverti, chiama la Helpline di Telefono Azzurro, gratuita: 19696, anche in chat. Risponde ai ragazzi e ai genitori.
Per lui, e per te: il pediatra o il medico di famiglia, e i consultori familiari.
Per capire meglio
Due interviste brevi a un avvocato, dal percorso Onlife Pass. Si aprono su Google Drive.
Da dove vengono queste indicazioni: le fonti di on-life.